dimanche 13 novembre 2011

Nei giorni immediatamente precedenti alle dimissioni di Berlusconi avevo sentito certi politici dire che un qualsiasi altro governo sarebbe stato una forzatura delle regole democratiche, un tradimento del mandato elettorale, addirittura un attentato alla libertà. La risposta più immediata forse sarebbe stata quella di far notare, semplicemente, che la maggioranza di cui il governo godeva era ben diversa da quella uscita dalle urne: fra l'uscita di Fini, transfughi, pentimenti, responsabili e Scilipoti vari la maggioranza di una settimana poco assomigliava a quella uscita dalle urne del 2008. E che quindi se c'è stato "tradimento" del mandato elettorale (che comunque nella nostra Costituzione non esiste visto che non c'è vincolo di mandato, Art. 67) questo si è consumato da un pezzo.

Ma in realtà la questione è, credo, più profonda. A mio parere i concetti di "libertà" e "democrazia" devono far parte del DNA culturale di un popolo, altrimenti restano concetti piuttosto vaghi (si veda anche l'intervista a Massimo Fini sull'argomento) e non ha molto senso invocarli. Certo, il DNA culturale di un popolo può anche mutare, ma ci vuole moltissimo tempo. Ricordo che solo il secolo scorso l'Italia ha inventato il fascismo, che poi ci hanno copiato prima i tedeschi e poi gli spagnoli (e, mi si permetta una battuta, i tedeschi, come sempre, sono quelli che hanno fatto le cose davvero "per bene"). E non credo che il fascismo sia semplicemente un incidente della storia: fra gli italiani ha trovato terreno fertilissimo, purtroppo. Quelli, fra i nostri politici, che spesso riempiono la bocca di parole come democrazia e libertà spesso non sanno nemmeno di cosa parlano (specialmente trattandosi delle persone che si sono inventati l'attuale legge elettorale, che di democratico non ha davvero nulla).

Io a questo punto mi chiedo, molto amaramente, se il nostro sistema che ipocritamente chiamiamo "democratico" non sia semplicemente un impianto artificioso messo su per giustificare l'esistenza di un'oligarchia politica inefficiente, parassitaria, corrotta, e pure arrogante. Faccio notare come negli ultimi 20 anni il nostro sistema non sia riuscito, da solo, a produrre una classe dirigente e dei governi minimamente decenti ed efficaci. I governi migliori che abbiamo avuto sono stati i vari "governi tecnici" a cui ci siamo affidati nei momenti più duri (Ciampi, Dini, e adesso Monti). Poi ho davvero l'impressione che il termine "governo tecnico" sia un termine inventato dai nostri politici, che tradisce lo stadio infantile in cui si trova la nostra (chiamiamola ancora così) democrazia. In realtà dovrebbe chiamarsi "governo di competenti", mentre "governo politico" vuol dire in realtà "governo di funzionari di partito" che sono lì per ragioni che nulla hanno a che fare con la loro capacità di guidare un ministero.  Insomma, quando riuscirà la nostra democrazia a diventare matura? Quando riuscirà, da sola, a produrre governi di persone (sì rappresentanti di una parte politica, ma) competenti, in condizioni non di emergenza? Quando non avremo più bisogno di salvatori della patria? Saremo per sempre condannati, nei momenti di difficoltà, a chiamare il Cincinnato di turno per tirarci fuori dai guai?

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